Sito Storico "Un Omaggio al DUCE" - Online dal 28 Luglio del 2000 un impegno sempre rinnovato perchè non dobbiamo mai dimentichare quello che ha fatto Benito Mussolini per l'Italia e per gli Italiani. Portare avanti la sua idea è il nostro compito. Il Ventennio Fascista è stato l'unico, dopo duemila anni a ridare gloria all'Italia. W Il DUCE W Il Fascismo !

Gli Uomini del Duce

Achille Starace

Segretario generale del Partito Nazionale Fascista
Gallipoli (LE) 1889 - Milano 1945

Ufficiale dei bersaglieri nella prima guerra mondiale, pluridecorato, organizzatore dello squadrismo trentino e fondatore del Fascio di Trento (1920), diventa vice segretario del PNF (1921), ispettore per la Sicilia (1922) e deputato nel 1924. Dal 1926 Ŕ vice capo della MVSN. Nel 1931 sostituisce Giuriati alla segreteria del PNF. Estende la rete del partito nella societÓ, irregimentando le masse in organizzazioni che coinvolgono i cittadini, dalla scuola elementare all'universitÓ, al dopo lavoro. Impone uno "stile fascista" denominato "staracismo", caratterizzato dall'obbligo per gli italiani di partecipare a cerimoniali coreografici di massa (le feste della nazione, gli anniversari del regime, le vittorie della rivoluzione fascista, il culto dei caduti e la glorificazione degli eroi), a usare il "voi" al posto del decadente "lei", a sostituire il saluto romano alla stretta di mano, a indossare le divise. Durante la sua segreteria il partito si burocratizza e si appiattisce dal punto di vista ideologico, ma accresce il suo ruolo nella vita nazionale. Nel 1932 riapre il tesseramento. Come luogotenente generale della MVSN partecipa alla campagna d'Etiopia (1935), sulla cui esperienza nel 1937 pubblica il volume La marcia su Gondar. Tra il 1936 e il 1938 fa parte della commissione per la fusione del Consiglio nazionale del partito con il Consiglio nazionale delle corporazioni. Nel 1938 Ŕ tra gli organizzatori della campagna antisemita. Sostituito alla segreteria del PNF da Muti, svolge dal 1939 al 1941 le funzioni di capo della MVSN, ma Ŕ progressivamente emarginato da ogni incarico di rilievo, anche nella RSI. Viene giustiziato dai partigiani a Milano e il suo cadavere Ŕ esposto a Piazzale Loreto.  


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